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TRIDIMENSIONALE DI PONTI AD ARCO IN MURATURA: ACCETTARE UNA
SFIDA V.A. SALOMONI1,
P.J. FANNING2, T.E. BOOTHBY3 1Dipartimento di Costruzioni e Trasporti, Facoltà di Ingegneria,
Università degli Studi di Padova, via F. Marzolo, 9 – 35131 Padova 2Department of Civil
Engineering, 3Department of Architectural
Engineering, The University Park, PA
16802, USA SOMMARIO La simulazione della risposta di ponti ad arco in muratura ai carichi da traffico veicolare presenta numerose, differenziate difficoltà. Queste includono la modellazione dei blocchi di muratura, della malta, del materiale di riempimento, dell’interazione fra ciascuno di questi elementi, nonché delle potenziali non-linearità del materiale e della conseguente risposta strutturale. Si discute in questa sede sulle metodologie adottate al fine di rispondere alle presenti problematiche, utilizzando tecniche di modellazione FEM tridimensionale non-lineare nel contesto dei ponti ad arco in muratura, tipici nel panorama dei ponti ad arco irlandesi. Per i ponti qui considerati, i modelli includono rappresentazioni tridimensionali dell’arco, dei timpani di volta, del materiale di riempimento e degli strati di terreno circostanti. Specifici modelli non-lineari sono utilizzati per la simulazione del comportamento di muratura, riempimento al di sopra dell’arco e terreno adiacente, mentre l’interfaccia fra muratura e riempimento è definita come superficie di contatto ad attrito in modo da consentire lo scorrimento od il movimento relativo del materiale detto rispetto all’arco ed ai timpani di volta. I modelli discussi sono utilizzati per studiare il passaggio di autoarticolati su diverse strutture da ponte, attraverso una serie sequenziale di passi di carico statici e successivamente la risposta del ponte misurata in situ è confrontata con quella numerica al fine di verificare l’appropriatezza delle assunzioni fatte. 1. INTRODUZIONE Il Greenfields Bridge a Ballincolig presso Cork, Irlanda (Figura 1) ed il Queen’s Bridge a Belfast, Irlanda del Nord –UK- (Figura 2) sono ponti ad arco (semplice e multiplo, rispettivamente) con struttura portante in pietra-muratura e materiale di riempimento di tipo grossolano (terreno di riporto di varia natura). L’Irlanda ed il Regno Unito vedono infatti, dispersi nel territorio, numerosi esempi di strutture da ponte, quali quelle qui indagate, realizzate nel 18^-19^ secolo e progettate quindi per sostenere carichi da traffico veicolare sensibilmente più bassi di quelli odierni.
Figura 1.
La difficoltà di definire le capacità di dette strutture a sostenere i moderni carichi stradali, viste soprattutto le richieste dei nuovi regolamenti per il passaggio di veicoli sempre più larghi, ha condotto a sviluppare tecniche di analisi da utilizzarsi per modellare la risposta, nonché stimare la portanza, di ponti di questa tipologia. Ad oggi non esiste un metodo comunemente accettato per stimare in modo attendibile le capacità di un’ampia tipologia di ponti ad arco in muratura. I
ponti ad arco in pietra sono sistemi il cui comportamento strutturale è
determinato dal materiale composito malta-muratura, dal materiale di
riempimento in essi contenuto e dall’interazione fra questi elementi ed il
terreno circostante. Quindi la simulazione matematico-numerica della risposta
a carichi ultimi e di servizio risulta complessa e richiede di dover
considerare la possibilità del generarsi di fessure nella struttura ad arco,
di una risposta plastica del materiale di riempimento e del trasferimento
delle tensioni da compressione e da attrito tra l’arco in muratura ed il
materiale di riempimento. 2. DETTAGLI DEI TESTS DI CARICO Lo
schema di carico in condizioni di servizio per Greenfields e Queen’s Bridge è
illustrato nelle Figura 3 e Figura 4, rispettivamente: nel primo caso le
simulazioni hanno anticipato la sperimentazione [1, 2], mentre nel secondo si
è potuto usufruire dei risultati di trasduttori di spostamento posti a
strumentare il penultimo arco sulla banchina nord del fiume Lagan,
attraversante la città di Belfast [3]. Per il ponte a Ballincolig si è
previsto di giungere anche in condizione di carico ultima, situazione
realizzatasi sperimentalmente attraverso il posizionamento di un blocco di
cemento agganciato ad un telaio in acciaio agente a contrasto sul piano
stradale: una serie di strain gauges è stata disposta a monitoraggio
dell’arco.
Figura 3. Schema di
carico di servizio per
Figura 4. Schema di carico di servizio per Queen's Bridge Greenfieds
Bridge 3. ANALISI NUMERICHE La
geometria ed il profilo della curvatura dei ponti in oggetto sono state
determinate attraverso rilievi fotografici e/o disegni di progetto (per
Queen’s Bridge); si è assunto che il materiale di riempimento fosse
distribuito uniformemente in profondità e lo spessore delle volte pari a
quello dei blocchi di facciata. Una serie di incertezze ancora presenti per
Queen’s Bridge ha condotto a realizzare opportune analisi di sensitività,
variando dati geometrici e del materiale (per approfondimenti, si veda [3]). Elementi
finiti tridimensionali isoparametrici, ad 8 nodi (SOLID65) sono stati
utilizzati per modellare il continuo in muratura/malta, includendo i supporti
a contrafforte [4] (Figura 5 e Figura 6). Al di sopra della volta ad arco e
contenuti all’interno dei timpani di volta si sono disposti elementi solidi
tridimensionali a modellare il materiale di riempimento (SOLID45). Al fine di
consentire lo scorrimento od il movimento relativo fra questi e la muratura,
senza generare tensioni di trazione all’interfaccia, sono stati incluse
superfici curve di contatto tridimensionali ad attrito. Il movimento dei
carichi di servizio sul piano stradale è stato simulato attraverso
appropriate forze nodali applicate a detto piano o attraverso elementi solidi
di densità opportuna e collegati al medesimo piano a contatto senza attrito.
Gli elementi SOLID65 simulano la fessurazione nelle zone a trazione
attraverso un modello a fessurazione diffusa (smeared crack) ed
utilizzano un algoritmo plastico che consente lo schiacciamento per
compressione, secondo [5]. Il
materiale di riempimento, generalmente una terra od un materiale grossolano,
è stato modellato utilizzando una legge del tipo Drucker-Prager. Le proprietà
dei materiali, omesse in questa sede per brevità, sono state scelte in
accordo con quanto esposto in [6].
Figura 5.
Discretizzazione FE per Figura 6. Discretizzazione
FE per Queen's Bridge Greenfieds
Bridge I risultati numerici derivanti dalle analisi di carico di servizio (per Greenfields e Queens’ Bridge) e di carico ultimo (solo per Greenfields) sono riportati nella Figura 7, Figura 8 e Figura 9, rispettivamente: seppure la costruzione e successiva elaborazione dei modelli numerici sia caratterizzata da una serie di difficoltà essenzialmente legata ad incertezze sui materiali da costruzione e sulla stessa geometria delle strutture in esame, si evidenzia come uno strumento di calcolo tridimensionale opportunamente tarato sia in grado di predire adeguatamente il comportamento strutturale in varie situazioni di carico.
Figura 7. Confronto fra
risultati numerici e
Figura 8. Confronto fra risultati numerici e sperimentali per sperimentali per
Greenfieds Bridge Bridge
Queen's
Figura 9. Confronto fra risultati numerici esperimentali per Greenfieds Bridge
(carico ultimo) RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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