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Strutture in Calcestruzzo Fibrorinforzato ·
· CALCESTRUZZO FIBRORINFORZATO: VERIFICA
AGLI STATI LIMITE ·
·
Requisiti
essenziali per l’uso strutturale del calcestruzzo fibrorinforzato ·
Istruzioni
per la progettazione delle strutture in calcestruzzo fibrorinforzato ·
Verifiche
di resistenza agli stati limite ·
NORMATIVA ·
·
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Requisiti essenziali
per l’uso strutturale del calcestruzzo fibrorinforzato
In
linea di principio, l’uso del calcestruzzo fibrorinforzato è indicato
soprattutto per le strutture iperstatiche, in quanto lo sforzo residuo di
trazione può aumentare la capacità portante complessiva della struttura e
migliorarne la duttilità. Le proprietà meccaniche del calcestruzzo
fibrorinforzato devono essere direttamente determinate su provini mediante
prove normalizzate. In assenza di specifiche sperimentazioni le proprietà che
non sono di seguito espressamente indicate possono essere assimilate a quelle
del calcestruzzo ordinario. Di
seguito si riportano i requisiti minimi, come espressi dalle “Istruzioni per la Progettazione,
l’Esecuzione ed il Controllo di Strutture di Calcestruzzo Fibrorinforzato - CNR_DT204_2006”: · Il dosaggio minimo delle fibre per
impieghi strutturali non deve essere inferiore allo 0,3% in volume; · L’utilizzo per scopi strutturali di
calcestruzzo fibrorinforzato con comportamento degradante è consentito purché
la resistenza residua a trazione in esercizio fFts sia superiore di almeno il 20% di quella
della matrice fct; · In tutte le strutture di calcestruzzo
fibrorinforzato occorre garantire che il carico massimo sia superiore di
almeno il 20% a quello di prima fessurazione; in alternativa si può accettare
che sia uguale o superiore a patto che il rapporto tra lo spostamento massimo
e quello di prima fessurazione sia almeno pari a 5; · Possono essere realizzati elementi
monodimensionali in calcestruzzo fibrorinforzato in assenza di armatura tradizionale
se, oltre ad essere soddisfatte le precedenti limitazioni, il calcestruzzo
fibrorinforzato abbia un comportamento incrudente a trazione tale per cui il
rapporto tra la resistenza residua ultima fFts e la resistenza della matrice fct
sia almeno pari a 1,05.
Figura 1 Istruzioni per
la progettazione delle strutture in calcestruzzo fibrorinforzato La
progettazione delle strutture in calcestruzzo fibrorinforzato è basata sui
principi enunciati dagli Eurocodici per le strutture in calcestruzzo ed in
calcestruzzo armato. Nel presente paragrafo si accennerà alle regole
contenute nelle “Istruzioni per la
Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo di Strutture di Calcestruzzo
Fibrorinforzato - CNR DT-204/2006” e nel documento “RILEM TC 162-TDF:
Test and design methods for steel fibre reinforced concrete – s-e Design
Method”. La
resistenza ed il legame costitutivo a compressione del calcestruzzo fibrorinforzato
possono essere assimilati a quelli del calcestruzzo ordinario (Figura 2),
quindi in accordo con quanto previsto da EUROCODE 2, “Design of Concrete
Structures”, ENV 1992-1-2, 2003. Per
la trazione, a meno di un comportamento incrudente che si raggiunge solo per
dosaggi dell’ordine di 1.5–2 % in volume, la resistenza a trazione è la
stessa della matrice cementizia fct,
la quale può essere ricavata a partire dalla resistenza di prima fessurazione
rilevata dalla prova di flessione (CNR_DT204_2006 e RILEM TC 162-TDF). I
legami costitutivi s-e si
ricavano dalle curve s-w
ottenute dalle prove di flessione (UNI 11039 oppure RILEM TC 162-TDF –
Bending test). Nel
caso di comportamento a flessione incrudente o degradante vengono date alcune
formule di equivalenza per ricavare i valori di resistenza residua a trazione
in servizio fFts ed ultima fFtu a partire dalle resistenze equivalenti feq(0-0.6) e feq(0.6-3.0). Nel caso di
comportamento rigido plastico, nelle Istruzioni CNR si usano formule
leggermente diverse:
Figura 2 Lo
stesso vale per le Raccomandazioni RILEM, con qualche differenza nel legame
costitutivo e nelle formule che correlano le resistenze residue a flessione e
quelle a trazione:
Figura 3 Verifiche di
resistenza agli stati limite Le
verifiche degli elementi fibrorinforzati devono essere condotte sia nei
riguardi degli stati limite di esercizio (SLE), che nei riguardi dello stato limite
ultimo (SLU), come definiti nella Normativa vigente. La verifica nei riguardi
di uno stato limite può essere omessa a favore di quella nei confronti di un
altro stato limite, sempre che la prima sia una conseguenza della seconda. Si
deve verificare, mediante il metodo dei coefficienti parziali, che, in tutte
le situazioni di progetto, adottando i valori di progetto delle azioni, delle
sollecitazioni e delle resistenze, non sia violato alcuno stato limite. Deve
cioè risultare:
dove
Ed ed Rd sono, rispettivamente, i valori
di progetto del generico effetto preso in considerazione e della
corrispondente resistenza nell’ambito dello stato limite esaminato. I valori
di progetto si ricavano da quelli caratteristici, ricavati da prove
normalizzate di laboratorio, attraverso opportuni coefficienti parziali, i
cui valori, per i vari stati limite, sono indicati dalla Normativa vigente,
opportunamente integrati per quanto attiene alla resistenza a trazione del
calcestruzzo fibrorinforzato. I coefficienti parziali di sicurezza sui materiali, nella verifica allo SLU, possono essere ridotti nel caso di elevati controlli di qualità. Le proprietà meccaniche di resistenza e deformazione dei materiali, come già detto, sono quantificate dai corrispondenti valori caratteristici. I soli parametri di rigidezza (moduli di elasticità) dei materiali sono valutati attraverso i corrispondenti valori medi. Il valore di progetto della generica proprietà di resistenza, Xd, può essere espresso in forma generale mediante una relazione del tipo:
dove
Xk è il valore caratteristico della generica proprietà e gm
è un coefficiente parziale del materiale. Nella determinazione del valore caratteristico
della resistenza a trazione del calcestruzzo fibrorinforzato si può tenere in
conto dell’iperstaticità strutturale:
dove
fFtm è il valor
medio, k è il fattore di
Student, s lo scarto
quadratico medio mentre a è un coefficiente che diminuisce
all’aumentare dell’iperstaticità strutturale. Verifica allo Stato Limite Ultimo per elementi monodimensionali Presso-flessione Il progetto allo SLU di elementi trave soggetti a flessione richiede la valutazione del momento resistente ultimo ed il confronto con il momento di progetto. Si ipotizza che la rottura per flessione si manifesti quando si verifichi una delle seguenti condizioni: Raggiungimento
della massima deformazione di compressione nel calcestruzzo; Raggiungimento
della massima deformazione di trazione nell’acciaio d’armatura (se presente); Raggiungimento
della massima deformazione di trazione, eFu, nel calcestruzzo fibrorinforzato. La
valutazione dello SLU a flessione ed a presso-flessione, con o senza la
presenza di armatura ordinaria in barre d’acciaio, si può effettuare sulla
base di legami costitutivi semplificati come in Figura 4:
Figura 4 Un
approccio analogo viene seguito dalle Raccomandazioni RILEM:
Figura 5 Come
già riportato in precedenza, i valori da utilizzare nella verifica derivano
dalle prove di flessione in laboratorio e vengono poi convertiti in valori di
trazione, ridotti dei coefficienti parziali di sicurezza. Taglio
e torsione Senza
entrare nel dettaglio (si rimanda ai documenti normativi citati per
l’approfondimento) è interessante la possibilità di quantificare l’apporto
dovuto alle fibre (da determinarsi con lo stesso procedimento seguito per la
presso-flessione) che permette di sostituire, parzialmente o totalmente,
l’armatura a taglio o a torsione. Ove lo sforzo tagliante, o torcente, fosse
di ridotta entità, le norme richiedono, comunque, un’armatura minima che può
essere garantita dal rinforzo fibroso. Verifica allo SLU per elementi piastra Per
elementi piastra senza armatura convenzionale soggetti a prevalenti sforzi di
flessione, la verifica di resistenza può essere effettuata con riferimento al
momento resistente, mRd, valutato ipotizzando il legame
costitutivo rigido-plastico:
Nel
caso di azione contemporanea di due momenti flettenti mx e my
agenti in direzioni ortogonali, la verifica allo SLU richiede il
soddisfacimento della limitazione:
Vale
la pena di notare che la capacità resistente di una lastra appoggiata al
suolo, come nel caso delle pavimentazioni, sarebbe ben poca cosa se valutata,
con un approccio tradizionale, in termini tensionali, come prescritto da
tutte le normative, e le Istruzioni CNR non fanno eccezione. Per
tenere in dovuto conto il contributo fornito dalla iperstaticità strutturale,
indispensabile per comportamenti flessionali degradanti e molto elevata nel
caso di pavimentazioni su suolo, si può operare con metodi di analisi non
lineare (Yield lines method oppure Non-Linear Fracture Mechanics method). Verifica allo Stato Limite di Esercizio Verifica
delle tensioni La
verifica delle tensioni di compressione in esercizio deve essere eseguita in accordo
alla Normativa vigente, come per il calcestruzzo ordinario. Se la struttura è
realizzata con un fibrorinforzato a comportamento degradante, la verifica
delle tensioni di trazione in esercizio è implicitamente soddisfatta se la
stessa struttura è stata verificata allo SLU. Se, invece, il calcestruzzo
fibrorinforzato ha comportamento incrudente, è necessario eseguire anche la
verifica delle tensioni di trazione in esercizio, controllando che la massima
tensione sollecitante rispetti la condizione seguente:
Apertura
delle fessure Nella
valutazione dell’ampiezza caratteristica delle fessure, è possibile
quantificare il contributo offerto dalle fibre tramite l’aliquota di sforzo assorbito
dal fibrorinforzato a beneficio dell’armatura ordinaria (RILEM TC 162-TDF ed
Istruzioni CNR_DT204_2006). Per far questo le Istruzioni CNR suggeriscono di
assumere una distribuzione costante delle tensioni di ampiezza pari alla
tensione di trazione caratteristica allo SLE, fFtsk. Armatura
minima per il controllo della fessurazione Per
governare la fessurazione, negli elementi inflessi è necessario prevedere
un’armatura minima. Nelle Istruzioni CNR l’area dell’armatura minima vale:
dove: ·
As è l’area di armatura a
flessione tesa [mm2]. In caso As risulti negativa, l’armatura minima può essere
costituita unicamente da rinforzo fibroso; ·
Act è
l’area di calcestruzzo della sezione soggetta a trazione [mm2], determinata
assumendo uno stato di sforzo al limite elastico; ·
ss è la massima tensione nell’armatura
ammissibile in fase fessurata. Può essere assunta pari allo snervamento
dell’acciaio; ·
fct,ef è la resistenza a trazione
del calcestruzzo effettiva al momento della prima fessurazione [mm2].
Dipende dalle condizioni ambientali. In assenza di dati specifici, si deve
considerare la resistenza a trazione determinata a 28 giorni dal getto; ·
kc è
un coefficiente che tiene conto della redistribuzione sezionale degli sforzi
immediatamente prima della fessurazione. kc=1 in presenza di pura trazione, kc=0.4 in presenza di
pura flessione,
·
ks tiene conto dell’effetto
di sforzi autoequilibrati non uniformi. In assenza di dati precisi, tale
valore può essere preso pari a 0.8; ·
kp tiene conto della
presenza di precompressione:
dove:
è
il rapporto di precompressione, ev
è l’eccentricità della risultante della forza di precompressione
In
pura flessione kc=0.4 , quindi kp=1-1.5a. NORMATIVA Di
seguito sono riportate tutte le norme citate precedentemente. Esse riguardano
le metodologie per testare il materiale, sia sotto l’aspetto meccanico, sia
per tutti gli aspetti fisico-chimico. Sono riportate anche tutte le normative
relative ai principi di progettazione basati sulle proprietà del materiale ed
in funzione dell’assetto statico. · ACI Committee -
Report 544.1R – State-of-the-Art Report on Fiber Reinforced Concrete · ACI Committee -
Report 544.2R – Measurement of Properties of Fiber Reinforced Concrete · ACI Committee –
Report 544.4R – Design Considerations for Steel Fiber Reinforced Concrete · ASTM C39 - Standard Test
Method for Compressive Strength of Cylindrical Concrete Specimens · ASTM C157 - Standard Test
Method for Length Change of Hardened Hydraulic-cement Mortar and Concrete · ASTM C418 - Standard Test
Method for Abrasion Resistance of Concrete by Sandblasting · ASTM C496 - Standard Test
Method for Splitting Tensile Strength of Cylindrical Concrete Specimens · ASTM C512 - Standard Test
Method for Creep of Concrete in Compression · ASTM C666 - Standard Test
Method for Resistance of Concrete to Rapid Freezing and Thawing · ASTM C779 - Standard Test
Method for Abrasion Resistance of Horizontal Concrete Surfaces · ASTM C1018 - Standard Test Method for Flexural Toughness
and First-Crack Strength of Fiber Reinforced Concrete · ASTM C1116 - Standard Specification for Fiber Reinforced
Concrete and Shotcrete · ASTM C1399 – Standard Test Method for Obtaining Average Residual-Strength of Fiber
Reinforced Concrete · ASTM C1550 - Standard Test
Method for Flexural Toughness of Fiber Reinforced Concrete (Using Centrally
Loaded Round Panel) · ASTM C1579 - Standard Test
Method for Evaluating Plastic Shrinkage Cracking of Restrained Fiber
Reinforced Concrete (Using a Steel Form Insert) · CRD-C 63-80 - Test Method for
Abrasion-Erosion Resistance of Concrete (Underwater Method), U.S. Army Corps
of Engineers | |||||||||||||||||||||||||