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· MODELLAZIONE TRIDIMENSIONALE FEM DI
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CARICO ·
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Ricerca
condotta dal Dipartimento di Costruzioni e Trasporti della Facoltà di
Ingegneria, Università di Padova, in collaborazione con il Dublin University
College (Eire) e SOMMARIO La simulazione della risposta di ponti ad arco in muratura ai carichi
da traffico veicolare presenta numerose, differenziate difficoltà. Queste
includono la modellazione dei blocchi di muratura, della malta, del materiale
di riempimento, dell’interazione fra ciascuno di questi elementi, nonché
delle potenziali non-linearità del materiale e della conseguente risposta
strutturale. Si discute in questa sede sulle metodologie adottate al fine di
rispondere alle presenti problematiche, utilizzando tecniche di modellazione
FEM tridimensionale non-lineare nel contesto dei ponti ad arco in muratura,
tipici nel panorama dei ponti ad arco irlandesi. Per i ponti qui considerati,
i modelli includono rappresentazioni tridimensionali dell’arco, dei timpani di
volta, del materiale di riempimento e degli strati di terreno circostanti.
Specifici modelli non-lineari sono utilizzati per la simulazione del
comportamento di muratura, riempimento al di sopra dell’arco e terreno
adiacente, mentre l’interfaccia fra muratura e riempimento è definita come
superficie di contatto ad attrito in modo da consentire lo scorrimento od il
movimento relativo del materiale detto rispetto all’arco ed ai timpani di
volta. I modelli discussi sono utilizzati per studiare il passaggio di autoarticolati
su diverse strutture da ponte, attraverso una serie sequenziale di passi di
carico statici e successivamente la risposta del ponte misurata in situ è
confrontata con quella numerica al fine di verificare l’appropriatezza delle
assunzioni fatte. INTRODUZIONE Il
Greenfields Bridge a Ballincolig presso Cork, Irlanda (Figura 1) ed il
Queen’s Bridge a Belfast, Irlanda del Nord –UK- (Figura 2) sono ponti ad arco
(semplice e multiplo, rispettivamente) con struttura portante in
pietra-muratura e materiale di riempimento di tipo grossolano (terreno di
riporto di varia natura). L’Irlanda ed il Regno Unito vedono infatti,
dispersi nel territorio, numerosi esempi di strutture da ponte, quali quelle
qui indagate, realizzate nel 18^-19^ secolo e progettate quindi per sostenere
carichi da traffico veicolare sensibilmente più bassi di quelli odierni.
Figura 1
Figura 2 La
difficoltà di definire le capacità di dette strutture a sostenere i moderni
carichi stradali, viste soprattutto le richieste dei nuovi regolamenti per il
passaggio di veicoli sempre più larghi, ha condotto a sviluppare tecniche di
analisi da utilizzarsi per modellare la risposta, nonché stimare la portanza,
di ponti di questa tipologia. Ad oggi non esiste un metodo comunemente
accettato per stimare in modo attendibile le capacità di un’ampia tipologia
di ponti ad arco in muratura. I
ponti ad arco in pietra sono sistemi il cui comportamento strutturale è
determinato dal materiale composito malta-muratura, dal materiale di
riempimento in essi contenuto e dall’interazione fra questi elementi ed il
terreno circostante. Quindi la simulazione matematico-numerica della risposta
a carichi ultimi e di servizio risulta complessa e richiede di dover
considerare la possibilità del generarsi di fessure nella struttura ad arco,
di una risposta plastica del materiale di riempimento e del trasferimento
delle tensioni da compressione e da attrito tra l’arco in muratura ed il
materiale di riempimento. DETTAGLI DEI TESTS DI CARICO Lo
schema di carico in condizioni di servizio per Greenfields e Queen’s Bridge è
illustrato nelle Figura 3 e Figura 4, rispettivamente: nel primo caso le
simulazioni hanno anticipato la sperimentazione [1, 2], mentre nel secondo si
è potuto usufruire dei risultati di trasduttori di spostamento posti a
strumentare il penultimo arco sulla banchina nord del fiume Lagan,
attraversante la città di Belfast [3]. Per il ponte a Ballincolig si è
previsto di giungere anche in condizione di carico ultima, situazione
realizzatasi sperimentalmente attraverso il posizionamento di un blocco di
cemento agganciato ad un telaio in acciaio agente a contrasto sul piano
stradale: una serie di strain gauges è stata disposta a monitoraggio
dell’arco.
Figura 3
Figura 4 ANALISI NUMERICHE La
geometria ed il profilo della curvatura dei ponti in oggetto sono state
determinate attraverso rilievi fotografici e/o disegni di progetto (per
Queen’s Bridge); si è assunto che il materiale di riempimento fosse
distribuito uniformemente in profondità e lo spessore delle volte pari a
quello dei blocchi di facciata. Una serie di incertezze ancora presenti per
Queen’s Bridge ha condotto a realizzare opportune analisi di sensitività,
variando dati geometrici e del materiale (per approfondimenti, si veda [3]). Elementi
finiti tridimensionali isoparametrici, ad 8 nodi (SOLID65) sono stati
utilizzati per modellare il continuo in muratura/malta, includendo i supporti
a contrafforte [4] (Figura 5 discretizzazione FE per Greenfields Bridge e
Figura 6 discretizzazione FE per Queen’s Bridge). Al di sopra della volta ad
arco e contenuti all’interno dei timpani di volta si sono disposti elementi
solidi tridimensionali a modellare il materiale di riempimento (SOLID45). Al
fine di consentire lo scorrimento od il movimento relativo fra questi e la
muratura, senza generare tensioni di trazione all’interfaccia, sono stati
incluse superfici curve di contatto tridimensionali ad attrito. Il movimento
dei carichi di servizio sul piano stradale è stato simulato attraverso
appropriate forze nodali applicate a detto piano o attraverso elementi solidi
di densità opportuna e collegati al medesimo piano a contatto senza attrito.
Gli elementi SOLID65 simulano la fessurazione nelle zone a trazione
attraverso un modello a fessurazione diffusa (smeared crack) ed
utilizzano un algoritmo plastico che consente lo schiacciamento per
compressione, secondo [5]. Il
materiale di riempimento, generalmente una terra od un materiale grossolano,
è stato modellato utilizzando una legge del tipo Drucker-Prager. Le proprietà
dei materiali, omesse in questa sede per brevità, sono state scelte in
accordo con quanto esposto in [6].
Figura 5
Figura 6 I
risultati numerici derivanti dalle analisi di carico di servizio (per
Greenfields e Queens’ Bridge) e di carico ultimo (solo per Greenfields) sono
riportati nella Figura 7, Figura 8 e Figura 9, rispettivamente: seppure la
costruzione e successiva elaborazione dei modelli numerici sia caratterizzata
da una serie di difficoltà essenzialmente legata ad incertezze sui materiali
da costruzione e sulla stessa geometria delle strutture in esame, si
evidenzia come uno strumento di calcolo tridimensionale opportunamente tarato
sia in grado di predire adeguatamente il comportamento strutturale in varie
situazioni di carico.
Figura 7
Figura 8
Figura 9 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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