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STRUTTURALE IN CAMPO NON LINEARE ·
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DEFINIZIONE DEL PROBLEMA ·
Necessità
dell’analisi strutturale non lineare · Approcci per ·
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DEFINIZIONE DEL PROBLEMA
L’analisi strutturale di un problema ingegneristico è fondamentalmente riconducibile a due tipi di categorie: statica e dinamica. Ciascuna di queste, a sua volta, può essere condotta in ambito lineare ovvero non lineare. I parametri che determinano la condizione di linearità o non linearità di un problema strutturale sono:
-
il comportamento meccanico della struttura (materiale); -
l’entità degli spostamenti nella configurazione deformata (geometria); -
le condizioni al contorno della struttura (vincoli). Condizioni
per la linearità
Condizione necessaria per la linearità di un problema strutturale è che questi tre parametri soddisfino contemporaneamente alle seguenti condizioni:
-
il comportamento
meccanico del materiale è elastico lineare: le deformazioni che il materiale subisce crescono in proporzione lineare
all’aumentare dei carichi esterni: -
gli spostamenti della
struttura nella configurazione deformata sono piccoli:
le deformazioni che la struttura subisce sono piccoli, ovvero tali da
consentire di scrivere le equazioni di equilibrio nella configurazione
indeformata, trascurando il fatto che la struttura raggiunge l’equilibrio
nella configurazione deformata; -
i vincoli della struttura
sono bilateri: le condizioni di
vincolo non dipendono dall’entità dei carichi agenti; In
tali condizioni si verifica che: -
la soluzione del problema strutturale esiste ed è unica; -
vale il principio di sovrapposizione degli effetti (Figura 1); -
il sistema strutturale (struttura + carichi agenti) è conservativo.
Figura 1 Condizioni
per la non linearità
Quando
invece si verifica che anche solamente una delle condizioni precedenti non è
soddisfatta il problema strutturale è in ambito non lineare. In particolare
può aversi: -
non linearità per
materiale: il materiale che
compone la struttura subisce una deformazione che aumenta in proporzione non
lineare all’aumentare dei carichi agenti esternamente. Tale comportamento può
dipendere solo dal valore finale della deformazione (comportamento olonomo),
ovvero dipendere dall’effettiva storia deformativa (comportamento anolonomo); -
non linearità per
geometria: le deformazioni che la
struttura subisce non possono essere considerate piccole, per cui è
necessario scrivere le equazioni di equilibrio nella configurazione
deformata; -
non linearità per vincoli: le condizioni di vincolo variano al
crescere dei carichi agenti. In
tali condizioni si verifica che: -
la soluzione del problema può non esistere, ovvero esistere ma non essere
unica; -
non vale il principio di sovrapposizione degli effetti (Figura 2); -
il sistema strutturale (struttura + carichi agenti) non è conservativo.
Figura
2 Necessità dell’analisi strutturale non lineare
A rigore non esiste una struttura soggetta a carichi
esterni che abbia un comportamento perfettamente elastico-lineare. Ciò è
dovuto al fatto che i diagrammi costitutivi dei materiali reali non
rispettano il legame lineare precedentemente citato, se non in casi
particolari (come ad esempio l’acciaio per carichi di entità sufficientemente
ridotta). Immaginando di agire sulla struttura con carichi di intensità
crescente nel tempo, il legame carico-spostamento (ovvero momento-curvatura)
evolve, istante per istante e punto per punto della struttura, seguendo un
diagramma non lineare del tipo di Figura Ora, poiché le strutture da ponte sono in calcestruzzo (materiale fortemente non lineare), o miste acciaio-calcestruzzo, a complicare l’analisi c’è il fatto che il calcestruzzo presenta un comportamento meccanico dipendente anche dal tempo, mediante i fenomeni di ritiro e viscosità. Nelle strutture in calcestruzzo il fenomeno non lineare più importante è la parzializzazione della struttura, in quanto influenza la rigidezza della struttura e quindi gli spostamenti della stessa. Questi ultimi a loro volta possono indurre degli effetti legati a fenomeni di instabilità geometrica, e, nelle strutture iperstatiche, sulla ridistribuzione delle azioni iperstatiche. E’ importante, tuttavia, precisare che il ricorso all’analisi non lineare deve essere ponderata, e dettata da necessità oggettiva. Essa non va applicata indiscriminatamente in tutte le situazioni, ma solamente quando il problema strutturale in oggetto lo richiede. Per tale motivo, il modello strutturale per eseguire l’analisi non lineare deve essere in grado di cogliere gli aspetti meccanici essenziali del problema, evitando l’introduzione di parametri incogniti inutili ai fini della rappresentazione che si vuole dare della struttura. Si tenga inoltre presente che, a differenza di quanto succede quasi sempre in campo lineare, i risultati ottenibili da un codice non lineare, anche se corretti da un punto di vista numerico, possono essere assolutamente privi di significato ingegneristico se non addirittura errati da un punto di vista meccanico. L’utilizzo dell’analisi non lineare è necessaria quindi laddove le reali circostanze fisiche lo esigono. Esso non sempre garantisce un maggiore livello di precisione rispetto a quello condotto con l’analisi lineare: applicarlo in problemi dove ciò non è necessario può condurre addirittura ad analisi errate. Approcci
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