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Strutture in Calcestruzzo Armato ·
· INTRODUZIONE ALL’ANALSI
NON LINEARE AGLI STATI LIMITE ·
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INTRODUZIONE ·
METODI DI ANALISI ·
DIAGRAMMA
MOMENTI-ROTAZIONI (M-q) ·
METODI DI CALCOLO ·
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INTRODUZIONE
Il
comportamento non lineare delle strutture in calcestruzzo armato è oggetto di
studio di ricerca, con lo scopo di predisporre dei modelli analitici
affidabili e semplici da poter essere facilmente impiegati nella
progettazione strutturale. La non linearità del calcestruzzo armato è dovuta
a vari fenomeni, quali la fessurazione del calcestruzzo in trazione, lo
snervamento delle barre di armatura, la non linearità dei legami costitutivi
di acciaio e calcestruzzo, ecc. Questi fenomeni locali sono stati studiati in
dettaglio singolarmente con estese indagini sperimentali che hanno consentito
modellazioni più o meno accurate dei fenomeni stessi. Tali modellazioni
fenomenologiche hanno portato ad una buona conoscenza dell'effettivo
comportamento sezionale degli elementi monodimensionali in calcestruzzo
armato non soltanto fra i ricercatori, ma anche fra i progettisti. Infatti le
normative di molti Paesi da diversi anni prescrivono verifiche di resistenza
delle sezioni che tengono conto del comportamento non lineare dei materiali.
Inoltre, la conoscenza approfondita dei fenomeni locali di comportamento
degli elementi in calcestruzzo armato ha permesso lo sviluppo di procedure automatiche
di simulazione numerica. Con tali procedure è possibile fare degli studi
parametrici su un elevato numero di campioni in tempi e costi di gran lunga
inferiori rispetto alla sperimentazione. Queste procedure automatiche di
analisi strutturale, però, richiedono tempi di calcolo assai elevati per cui
risultano improponibili per la progettazione, se non nel caso di strutture di
notevole importanza. METODI DI ANALISI
Nelle varie Normative (Eurocodice 2, CEB-Model Code,
ecc) vengono prescritti per lo studio delle strutture in cemento armato i
seguenti tipi di analisi: -
analisi elastica lineare con o senza
ridristribuzione -
analisi non lineare -
analisi plastica Analisi elastica lineare con o senza
ridistribuzione
Questo
tipo di analisi assume un comportamento indefinitamente elastico per i
materiali e considera le sezioni non fessurate. In realtà le strutture in
calcestruzzo armato sono normalmente fessurate in esercizio in prossimità
delle sezioni maggiormente sollecitate (sezioni critiche) e ciò causa
sensibili ridistrìbuzioni di sforzi tra le parti più rigide (non fessurate) e
le parti meno rigide (fessurate). La risposta della struttura può quindi
discostarsi sensibilmente da un andamento lineare. E' chiaro allora che la
soluzione ottenuta con l'analisi elastica lineare è equilibrata ma non
congruente, per cui il raggiungimento del carico ultimo, associato alla
massima capacità portante delle sezioni critiche, può essere raggiunto solo
se le sezioni stesse possiedono una sufficiente duttilità (capacità di
rotazione plastica). Analisi non lineare
L'analisi
non lineare prevede l'utilizzo di legami costitutivi più o meno accurati, e
consente di ricavare il carico di collasso della struttura tenendo conto dei
limiti alle deformazioni anelastiche. Come detto, questo tipo di analisi può
essere eseguito solo con il calcolo automatico, e comunque comporta oneri
computazionali troppo elevati per la progettazione corrente. Analisi plastica
Per
quanto riguarda l'analisi plastica si fa riferimento all'ANALISI LIMITE
sviluppata negli Anni '50 per le strutture a comportamento elastico-plastico
(es. acciaio). Si ipotizza la formazione di cerniere plastiche nelle sezioni
critiche con raggiungimento della capacità portante ultima quando la
struttura si trasforma in un meccanismo. Le sezioni in calcestruzzo armato,
però, hanno in genere una limitata capacità di rotazione plastica, per cui
spesso si raggiunge la rottura di una sezione prima che la struttura si
trasformi in un meccanismo. Dalla metà degli Anni '50 fino ai primi Anni '70
sono stati condotti numerosi studi teorici e sperimentali, mirati alla
valutazione della capacità di rotazione plastica delle sezioni in
calcestruzzo armato. Inoltre, negli ultimi 30 anni sono state sviluppate
procedure numeriche di calcolo automatico che utilizzano legami costitutivi
accurati per i materiali e che considerano i contributi di fenomeni locali
quali il tension stiffening, l'aderenza, la resistenza, a trazione del
calcestruzzo, ecc. Questi programmi hanno consentito l'esecuzione di ampie
sperimentazioni numeriche volte alla determinazione della capacità di
rotazione plastica delle sezioni. DIAGRAMMA
MOMENTI-ROTAZIONI (M-q) Nelle
aste inflesse in calcestruzzo armato le deformazioni non elastiche
interessano una vasta zona attorno al momento massimo, e precisamente i
tratti con momento superiore al momento di prima fessurazione Mcr
(Figura 1 (a)). Infatti il diagramma momenti-curvature M-j delle sezioni evidenzia tre stadi a diverso
comportamento: primo stadio con sezione interamente reagente, secondo stadio
fessurato e terzo stadio con snervamento dell'acciaio (Figura 1 (b)).
Integrando le curvature fra due punti a momento nullo è possibile ricavare il
diagramma momenti-rotazioni M-q
relativo al tratto considerato (Figura 1 (c)). La maggior parte di tale
rotazione è concentrata attorno alla sezione di momento massimo, per cui si
può, per semplicità, anche in questo caso fare riferimento ad una cerniera
plastica concentrata nella sezione maggiormente sollecitata con comportamento
descritto dal legame momento-rotazione M-q di cui sopra. La
rotazione ultima qu dipende dalla duttilità
che può manifestarsi, ed è funzione essenzialmente della percentuale di
armatura e dello sforzo assiale presente. Per elevate percentuali di
armatura, o per grandi sforzi normali, le sezioni raggiungono la rottura per
schiacciamento del calcestruzzo (ec
> ecu), mentre l'acciaio non
riesce a sviluppare grandi allungamenti plastici, per cui i soli contributi
alla rotazione non elastica sono dovuti alla fessurazione ed al legame
costitutivo del calcestruzzo.
Figura 1 Per
procedere all'analisi strutturale è quindi necessario conoscere i diagrammi
momenti-curvature M-j
delle varie sezioni, dai quali poter calcolare i legami momenti-rotazioni M-q delle sezioni critiche. I diagrammi M-j possono essere determinati per punti
facendo riferimento ai legami costitutivi dei materiali (acciaio e calcestruzzo)
e dell'aderenza (tension stiffening). Più precisamente, si discretizza
la sezione e si scrivono le equazioni di equilibrio alla traslazione
orizzontale e alla rotazione come sommatoria dei contributi di ogni singola
striscia di sezione. Per ogni valore fissato della curvatura j si varia la dilatazione all'asse e0,
finché la risultante degli sforzi sulla sezione non risulta in equilibrio con
l'azione assiale. Dalla coppia di valori j-e0
è quindi possibile calcolare il valore del momento M. Ovviamente la procedura
si arresta quando la e
supera la contrazione ultima nel calcestruzzo ecu
o la dilatazione massima nell'acciaio esu. METODI DI CALCOLO
Generalmente nelle strutture iperstatiche , incrementando il carico di esercizio si viene a formare una prima cerniera plastica nella sezione maggiormente sollecitata, e quindi, ad ogni ulteriore aumento del carico, si vengono a formare altre cerniere plastiche finché la struttura non si trasforma in un meccanismo. Questa non simultanea formazione delle cerniere plastiche comporta rotazioni plastiche rilevanti nelle cerniere che si sono formate per prime, per consentire la ridistribuzione dei momenti fra le sezioni critiche. Le sezioni in calcestruzzo armato, a differenza di quelle in acciaio, consentono rotazioni plastiche limitate, per cui nell'analisi limite delle strutture in calcestruzzo armato non si può prescindere da questo aspetto. |
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