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armato ·
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Introduzione
I
calcestruzzi vengono suddivisi in 3 categorie, a seconda del rapporto acqua/cemento (a/c) e della
loro resistenza caratteristica cubica Rck: · CALCESTRUZZO A RESISTENZA NORMALE (NR): conglomerato cementizio caratterizzato in
generale da a/c >
0,45 e con Rck £
55 N/mm2; · CALCESTRUZZO AD ALTE PRESTAZIONI (AP): conglomerato cementizio caratterizzato in
generale da a/c <
0,45 e con 55 <
Rck £
75 N/mm2; · CALCESTRUZZO AD ALTA RESISTENZA (AR): conglomerato cementizio caratteizzato in
generale da a/c <
0,35 e con 75 <
Rck £
115 N/mm2; Generalità sui calcestruzzi AR
I
calcestruzzi AR sono ottenuti utilizzando i materiali ordinari e la tecnologia
convenzionale di produzione, di posa in opera e di stagionatura. I
calcestruzzi AR sono caratterizzati da basso rapporto in peso acqua/legante
(a/l), da alto dosaggio di legante, dall'impiego di aggiunte minerali
(materiali inorganici idraulicamente attivi (loppa granulata d'altoforno) o
reattivo verso l'idrossido di calcio (ceneri volanti, argille calcinate,
pozzolane naturali, microsilice, silice precipitata), che intervengono sulle
caratteristiche fisico-meccaniche e sulla durabilità del calcestruzzo) e di
additivi chimici superfluidificanti, spesso dombinati con ritardanti. Il
dosaggio del legante varia nell'intervallo 400 ¸ 550 Kg/m3 e rappresenta il
totale del cemento Portland più le aggiunte minerali attive. Il rapporto a/l
è generalmente nell'intervallo 0,25 ¸ 0,35 ma sono stati prodotti impasti con
rapporto inferiore a 0,25; spesso al rapporto a/l si abbina quello fra acqua
e cemento Portland, a/c. Affinché
ai bassi valori del rapporto a/l il legante possa essere omogeneamente
disperso nell'impasto, è indispensabile l'uso di un efficace
superfluidificante. I materiali e i rapporti di composizione per il
calcestruzzo AR sono scelti sulla base di prove di laboratorio. Lo studio
degli impasti di prova per la determinazione dei rapporti ottimali richiede
lavoro sperimentale. Nella scelta dei materiali localmente disponibili
(cemento, aggregato, aggiunte minerali, additivi) l'obiettivo è la ricerca
dei componenti che manifestino il massimo di compatibilità. Tale
compatibilità può essere valutata (a) attraverso la «resa» di resistenza
meccanica a compressione (cioè la resistenza per unità di peso di cemento, o
di legante, ad una assegnata stagionatura), e/o (b) in termini di slump, e di
mantenimento di un dato livello di slump per un prefissato periodo di tempo. Individuati
i materiali ed i rapporti ottimali di composizione, occorre accertare che i
risultati di laboratorio possano essere riprodotti nella particolare
situazione di cantiere, e soltanto dopo che tutte le procedure siano state
definite si compila il dettaglio del piano di assicurazione della qualità. A
differenza di quanto avviene per il calcestruzzo NR, è stato constatato che
per ottenere una soddisfacente riproducibilità è necessario che nella prove
di resistenza a compressione le tolleranza relative alle dimensioni dei
provini siano più strette, e che nelle prove di resistenza a flessione i
provini siano umidificati fino alla conclusione della prova. COMPORTAMENTO MECCANICO
Il
comportamento meccanico del calcestruzzo AR è per alcuni aspetti differente
da quello del calcestruzzo normale. Le differenze hanno origine dalla
notevole diversità delle loro microstrutture. Perciò le proprietà meccaniche
del calcestruzzo AR non possono essere dedotte per estrapolazione da quelle
del calcestruzzo normale, né è corretto applicare tout-court le relazioni tra
la resistenza a compressione e le altre proprietà meccaniche, così come sono
state sviluppate per i calcestruzzi normali. Nel
calcestruzzo di elevato rapporto a/c la microstruttura della matrice legante
è caratterizzata da una elevata porosità capillare e dalla presenza di una
zona d'interfaccia con l'aggregato grosso (spessore medio 50 mm), che differisce dalla matrice indisturbata
(lontana dall'aggregato) per composizione, morfologia densità. La zona
d'interfaccia, detta anche zona di transizione, si distingue per la
maggiore dimensione media dei pori e per la presenza, nella fascia contigua
all'aggregato, di cristalli - orientati e ben sviluppati - di idrossido di
calcio (portlandite) e di bastoncini di trisolfoalluminato idrato
(ettringite). A
causa della notevole difettosità della zona di transizione vi è poco
trasferimento di carico tra matrice legante e aggregato, e di conseguenza le
proprietà dell'aggregato non influiscono in modo significativo su quelle
della matrice legante. Quest'ultima rappresenta l'anello debole del sistema e
quindi da sola caratterizza il comportamento meccanico del materiale.
Pertanto il calcestruzzo normale può essere visto come un materiale,
costituito da inclusioni molto rigide e resistenti (aggregato) e da una
matrice assai deformabile e porosa (la malta cementizia). Esercitando
tuttavia l'aggregato un effetto di contenimento quasi isotropo sulla malta
(almeno in compressione), si può dire che a livello macroscopico il
comportamento del calcestruzzo sia assimilabile a quello di un materiale
elastico-lineare-omogeneo-isotropo (per stati tensionali e deformativi
abbastanza bassi), in cui tutte le proprietà meccaniche (ad esempio modulo
elastico e resistenza a trazione) dipendono dalla resistenza a compressione,
attraverso leggi semplici. A
maggior regione può essere considerato elastico-lineare-omogeneo-isotropo il
calcestruzzo AR, in cui - grazie alle ottime qualità della malta cementizia
(compatta, rigida, resistente) - non vi sono rilevanti differenze di
proprietà meccaniche fra malta e aggregato, al punto che il comportamento
elastico-lineare in compressione si mantiene anche per stati tensionali e
deformativi piuttosto alti (fin quasi alla soglia della resistenza in
compressione). Il trasferimento di carico fra matrice e aggregato grosso è
facilitato dalla minore difettosità ed estensione della zona di transizione,
la quale tende addirittura a scomparire, quando parte del cemento è
sostituita da fumo di silice. Mentre
le proprietà del calcestruzzo normale sono influenzate solo da quelle della
malta, nel calcestruzzo AR giocano ruoli importanti sia la malta sia
l'aggregato: la resistenza a compressione aumenta al diminuire del rapporto
a/c fino a quando la resistenza allo schiacciamento dell'aggregato non
diventi l'anello debole del sistema. A questo punto, per aumentare
ulteriormente la resistenza a compressione attraverso la diminuzione del
rapporto a/c, occorre cambiare aggregato ed usarne uno più resistente. A
tal proposito si può dire che per impasti con rapporti a/c uguali a 0,6 e a
0,3, le differenze microstrutturali sono nette; nell'intervallo da PROPRIETÁ MECCANICHE
Come
nel caso del calcestruzzo normale, le proprietà meccaniche fondamentali sono:
la resistenza a compressione fc, la resistenza a trazione fct,
il modulo elastico Ec e il coefficiente di contrazione trasversale
nc. Resistenza
a compressione
I
calcestruzzi sono classificati e designati in base alla resistenza
caratteristica a compressione. La designazione è indicata da 2 valori, che
corrispondono rispettivamente alle resistenze caratteristiche riferiti a
cilindri (fck) e a cubi (fc) . Alla valutazione della
resistenza in compressione continuano a prestarsi ugualmente bene i provini
cubici e quelli cilindrici, che possono anche essere di dimensioni piuttosto
piccole. Tali dimensioni sono giustificate dalle caratteristiche meccaniche
più omogenee della microstruttura dei calcestruzzi AR, che consentono di
adottare provini di minori dimensioni, con il grande vantaggio di poter usare
le stesse presse utilizzate per i calcestruzzi NR. Per
quanto riguarda il rapporto fra resistenza cilindrica e resistenza cubica, il
suo valore si avvicina a 0,9, in quanto il comportamento decisamente lineare
fin quasi al picco della curva sforzo-deformazione, senza aumento del modulo
di Poisson apparente, limita l'effetto di contenimento che le testate della
pressa esercitano sul provino, effetto che è la principale causa della
maggiore resistenza del cubo rispetto al cilindro. Infine, in mancanza di
dati provenienti dal controllo di qualità, si adotta anche per i calcestruzzi
AR 8 N/mm2 lo scarto fra resistenza media fc e
resistenza caratteristica fck in compressione cilindrica:
Resistenza
a trazione
I
calcestruzzi AR mostrano proporzionalmente una minore crescita della
resistenza a trazione in funzione di quella a compressione, rispetto ai calcestruzzi
NR. Per la resistenza media a trazione nei calcestuzzi AR si può fare
riferimento alla relazione proposta dal Codice-Modello MC90:
I
frattili (inferiore, 5%, e superiore, 95%) possono assumersi rispettivamente
pari a fctk,min = 0,68 fct e fctk,max = 1,32
fct. A titolo di esempio si vedano i valori contenuti nella
tabella riportata sotto. RESISTENZA
A TRAZIONE DIRETTA (N/mm2)
Per
la resistenza media a trazione indiretta per spacco (prova brasiliana) si può
fare riferimento alla seguente relazione:
Pertanto il rapporto fct
¤ fct,sp cade nell'intervallo
0,82 ¸
0,86 per fck = 50 ¸
100 N/mm2, prossimo al valore 0,9 suggerito per i calcestruzzi NR
(MC90). Modulo elastico
Il
modulo di elasticità è una delle proprietà meccaniche fondamentali di
qualsiasi materiale elastico-lineare, omogeneo e isotropo, e la sua conoscenza
fornisce un dato essenziale per le applicazioni strutturali. Mentre nel caso
dei materiali a microstruttura molto fine (ad esempio i materiali metallici)
esiste in generale un esteso tratto iniziale della curva sforzo-deformazione
ad andamento quasi perfettamente lineare, e quindi il modulo elastico (che ne
è la pendenza) può essere tabellato ed utilizzato senza alcun problema, nel
caso dei materiali compositi che, come il calcestruzzo, hanno microstruttura
fortemente disomogenea, il modulo elastico dipende da numerosi parametri.
Essendo inoltre la curva sforzo-deformazione dei materiali compositi in
generale non lineare, il modulo elastico va specificato o come pendenza
inziale della suddetta curva (Eci = modulo dinamico) o come
pendenza media (Ec = modulo secante). Nel caso del calcestruzzo il
modulo elastico è funzione della resistenza a compressione, che a sua volta
dipende dal tipo e dalla dimensione massima dell'aggregato, dai rapporti di
composizione dell'impasto e dalle condizioni di stagionatura. Per
evitare di ricorrere alla determinazione sperimentale, molti studi sono stati
fatti nel passato per stabilire una semplice relazione fra modulo elastico e
resistenza a compressione. Tali studi hanno avuto successo, tant'è che
pressoché tutti i regolamenti propongono relazioni fra modulo e resistenza. Anche
per i calcestruzzi AR, come e ancor più che per i calcestruzzi NR, non vi è
proporzionalità semplice fra modulo elastico e resistenza a compressione.
Inoltre, mentre nei calcestruzzi NR il controllo delle proprietà meccaniche è
strettamente legato alla pasta legante, e quindi il modulo elastico dipende
poco dall'aggregato grosso, nei calcestruzzi AR (in particolare per fc
> 80 N/mm2) è l'aggregato grosso
ad influire decisamente sulle proprietà meccaniche, tant'è che impasti di
resistenza simile possono avere moduli elastici diversi a causa del diverso
aggregato. Comunque
le formulazioni della relazione modulo elastico - resistenza a compressione
contenute nelle varie normative per calcestruzzi NR continuano a valere anche
per i calcestruzzi AR, a condizione di ritarare i coefficienti numerici. Ad
esempio:
Ricordando
che il rapporto Eci/Ec è prossimo a 1,15, la relazione
(6) conferma le relazioni proposte
per il modulo dinamico da MC90 per i calcestruzzi AR:
Nella
tabella sottostante si riportano i valori di Eci ottenuti dalla
(7), con fc data dalla (1).
Coefficiente di contrazione trasversale
Se
si limita l'attenzione al tratto iniziale sensibilmente lineare della curva
sforzo-deformazione, i risultati sperimentali confermano la sostanziale
identità di calcestruzzi AR e calcestruzzi NR (nc
= 0,18 ¸
0,24 per fc crescente fino a 60 ¸ 70 N/mm2). Tuttavia, mentre nei
calcestruzzi NR il modulo di Poisson apparente cresce rapidamente per valori
tensionali ³
0,80 fc, a causa dell'estendersi della microfessurazione indotta
dalla diversa deformabilità di malta legante e aggragato grosso, nei
calcestruzzi AR la grande uniformità meccanica permette una maggiore
estensione del tratto lineare (fino a 0,90 ¸ 0,95 fc), garantendo la
costanza del modulo di Poisson fin quasi al picco della curva sc-ec.
La minore espansione trasversale (dilatanza)
dei calcestruzzi AR spiega la loro minore sensibilità al contenimento
trasversale e quindi il loro comportamento meno favorevole in regime
triassiale di compressione, rispetto ai calcestruzzi NR. COMPORTAMENTO A FATICA
Il
comportamento a fatica dei calcestruzzi è tuttora non completamente noto, e
ciò vale a maggior ragione per i calcestruzzi AR, ove la presenza del fumo di
silice modifica decisamente (e in meglio) le qualità fisico-meccaniche della
pasta cementizia, del suo interfaccia con le particelle di aggregato e
dell'aderenza con eventuali barre d'armatura o fibre di rinforzo. Anche
per i calcestruzzi AR le prove a frequenza, ampiezza di ciclo e valore medio
assegnati (prove di Wöhler) permettono di ottenere le curve S-N (tensione di
rottura a fatica S in funzione del numero di cicli N), che sono
rappresentabili con spezzate. E' così possibile valutare la vita a fatica smax(N), ovvero il limite di fatica smax (N ®
¥), quest'ultimo spesso assunto pari a 0,3 ¸ 0,8 fc (compressione semplice),
ma i dati sperimentali sono ancora troppo scarsi. L'applicazione
della REGOLA DI MINER, detta del "danno cumulativo", trova per i
calcestruzzi AR le stesse difficoltà che per i calcestruzzi NR, ed al momento
si accetta per il numero di Miner il valore mediano prossimo a Calcestruzzo
non armato
· In compressione i calcestruzzi AR sembrano
avere una vita a fatica maggiore dei calcestruzzi ordinari per elevati valori
del rapporto smax/fc (sforzo
massimo applicato in rapporto alla resistenza statica a compressione), mentre
per valori bassi sembra verificarsi l'inverso; lo stesso avviene nella fatica
a trazione, ma le differenze rispetto ai calcestruzzi ordinari sono minori; · I calcestruzzi AR presentano minori
deformazioni e minore caduta di rigidezza per fatica (in termini di riduzione
del modulo secante) rispetto ai calcestruzzi ordinari; · Il comportamento biassiale in compressione
perde le proprie caratteristiche di migliore resistenza (rispetto al
comportamento uniasssiale), dopo circa 50 cicli, per qualunque rapporto fra
le tensioni principali applicate, e il dominiio di rottura si riduce,
assumento una forma sempre più "quadrata" (resistenza in regime
biassiale »
resistenza in regime monoassiale); · Il tenore di umidità del calcestruzzo ha
molta influenza sul comportamento a fatica: con riferimento alla compressione
semplice, i calcestruzzi AR (ad aggregato normale o leggero) hanno
comportamento a fatica peggiore se il tenore di umidità è elevato
(maturazione e prova in acqua), contrariamente ai calcestruzzi NR; · Anche le condizioni ambientali e di prova
influenzano notevolmente il comportamento a fatica dei calcestruzzi AR: ad
esempio la pressione esterna d'acqua peggiora la vita a fatica, sia per
materiale inizialmente integro che fessurato; inoltre la vita a fatica in
aria è maggiore per i calcesruzzi di minore resistenza (ad esempio fc
= 60 N/mm2), mentre l'opposto si verifica per i calcestruzzi di
maggiore resistenza (ad esempio fc = 110 N/mm2), il
tutto a parità di condizioni di maturazione. Calcestruzzo armato
· Nei pilastri armati in calcestruzzo AR, al
rapido aumento degli spostamenti durante le prime miglia di cicli segue una
quasi totale stabilizzazione degli spostamenti, con loro aumento brusco solo
prima della rottura; nei pilastri in calcestruzzo NR l'aumento degli
spostamenti con il numero di cicli è più graduale; · Negli elementi armati soggetti a carichi
alternati (trazione + compressione), la fessurazione per trazione annulla il
contributo resistente del calcestruzzo teso, più rapidamente nei calcestruzzi
AR che nei calcestruzzi NR; · Negli elementi inflessi, la presenza del fumo di silice aumenta nettamente la vita a fatica nel caso di aggregato leggero, grazie alla migliore aderenza fra la pasta cementizia, l'aggregato e l'armatura; se sono presenti fibre, gli effetti benefici di fumo di silice e fibre sono più che additivi; Per
il calcolo della durata di vita (numero di cicli a rottura in presenza di
determinati valori massimi e minimi di sforzo), ovvero per la verifica di
resistenza a fatica (per un assegnato numero di cicli), si può fare
riferimento ad un semplice modello del MC90:
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