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Strutture in Calcestruzzo Fibrorinforzato ·
· CALCESTRUZZO FIBRORINFORZATO:
COMPORTAMENTO CHIMICO-FISICO ·
·
INTRODUZIONE ·
Ritiro a breve termine (plastico) – Plastic
Shrinkage Cracking · Ritiro a lungo termine (idraulico) – Long
Term Shrinkage cracking ·
DURABILITÁ ·
GELO-DISGELO ·
CARBONATAZIONE ·
CORROSIONE DELLE FIBRE ·
ESPOSIZIONE AL FUOCO
· NORMATIVA ·
INTRODUZIONE
Il
comportamento fisico e chimico va valutato secondo i seguenti fenomeni: · Ritiro
a breve termine (plastico) · Ritiro
a lungo termine (idraulico) · Durabilità · Gelo-disgelo · Carbonatazione · Corrosione
delle fibre · Esposizione
al fuoco Per
ognuna delle suindicate caratteristiche verranno forniti adeguati riferimenti
normativi. Ritiro a breve termine (plastico) – Plastic Shrinkage Cracking La
fessurazione da ritiro plastico si sviluppa a causa della perdita d’acqua nel
passaggio dalla fase liquida alla fase plastica. Il ritiro plastico del
calcestruzzo può essere efficacemente controllato con l’uso di microfibre di
tipo polimerico in virtù dell’elevatissima superficie specifica di tali fibre
per unità di volume e quindi della loro capacità di trattenere acqua per
tensione superficiale. Esistono
diversi metodi per misurare la fessurazione, uno dei quali è l’AASHTO PP34-98 “Standard Practice for
Estimating the Crack Tendency of Concrete”. Di recente è stata redatta una
norma specifica per il fibrorinforzato: ASTM
C1579-06 “Standard Test Method for Evaluating Plastic Shrinkage Cracking
of Restrained Fiber Reinforced Concrete (Using a Steel Form Insert)”. Ritiro a lungo termine (idraulico) – Long Term
Shrinkage cracking Durante
la maturazione del calcestruzzo continua la perdita di acqua e questo
comporta una riduzione volumetrica: nel caso ciò avvenisse liberamente non ci
sarebbero tensioni nella struttura. Qualora, invece, la struttura non fosse
libera di contrarsi, si svilupperebbero delle tensioni di trazione che
possono superare la capacità resistente del materiale provocando l’insorgere
di fessure diffuse nel calcestruzzo. Si può ovviare a questo fenomeno
aggiungendo all’impasto fibre corte, in quantità adeguata. Le
fibre ottimali in questo senso sono le microfibre di acciaio (f
≤ 0,20 mm) per via della maggiore superficie specifica e, quindi, della
possibilità di interagire con la matrice cementizia. Uno
dei metodi usati per misurare gli effetti del ritiro, in condizioni non
confinate, è la norma ASTM C157
“Standard Test Method for Length Change of Hardened Hydraulic-cement Mortar
and Concrete”. Al momento, non ci sono norme per la condizione confinata, per
calcestruzzi fibrorinforzati. Durabilità Nelle
recenti istruzioni CNR_DT204_2006
è riportata una tabella relativa alle fibre in acciaio, nella quale si indica
la possibilità di uso di queste in funzione delle classi di esposizione (in
accordo con la norma EN 206-1:2006 - Concrete - Part 1: Specification,
performance, production and conformity) e della profondità di penetrazione dell'acqua sotto pressione (UNI EN 12390-8). Gelo-disgelo Riguardo
alla resistenza al gelo dei compositi fibrorinforzati con fibre di acciaio,
va detto che solo un aumento della percentuale dei vuoti d’aria è da
ritenersi efficace: solo se si agisce in questo senso si possono ottenere
calcestruzzi resistenti al gelo e questo vale anche per i calcestruzzi
fibrorinforzati. Calcestruzzi rinforzati con fibre di acciaio, con un
adeguato contenuto d’aria mostrano un’ottima resistenza a cicli di
gelo-disgelo rispetto a calcestruzzi non rinforzati (Massazza e Coppetti,
Italcementi, 1991). La
norma da utilizzare, ASTM C666-03
“Standard Test Method for Resistance of Concrete to Rapid Freezing and Thawing”,
è applicabile anche a calcestruzzi non rinforzati. In ambito europeo si può
utilizzare le norme CEN/TR 15177:2006 “Testing the freeze-thaw
resistance of concrete - Internal structural damage”, EN 13581-2003 “Products and systems for the protection and repair
of concrete structures - Test method - Determination of loss of mass of
hydrophobic impregnated concrete after freeze-thaw salt stress”oppure la
norma UNI 7987-2002 “Calcestruzzo -
Determinazione della resistenza al degrado per cicli di gelo e disgelo”. Carbonatazione La
presenza di fibre non sembra influenzare significativamente il fenomeno della
carbonatazione dal momento che non sono stati rilevati incrementi della profondità
del fronte di avanzamento della CO2. La
misurazione della profondità di carbonatazione del calcestruzzo
fibrorinforzato viene condotta con la procedura di prova utilizzata per i
calcestruzzi ordinari: UNI 9944-1992
“Corrosione e
protezione dell'armatura del calcestruzzo. Determinazione della profondità di
carbonatazione e del profilo di penetrazione degli ioni cloruro nel
calcestruzzo”. Corrosione
delle fibre Al
fine di valutare gli effetti dell’esposizione del calcestruzzo
fibrorinforzato ad ambienti aggressivi (ambiente saturo di sale, ioni
aggressivi, etc.) occorre distinguere tra calcestruzzi integri e calcestruzzi
pre-fessurati. Nel
primo caso la corrosione è limitata alle fibre in superficie con sola
conseguenza estetica. Nel caso di provini fessurati, la diminuzione di
resistenza è modesta e dipende dall’ampiezza e dalla profondità della
fessura: per aperture di fessura maggiori di 0,1 mm, ma limitate in
profondità, non ci sono conseguenze sull’efficacia strutturale (ACI 544.1R – Fiber Reinforced
Concrete). Esposizione
al fuoco Le
affermazioni che seguono sono tratte integralmente dalle Istruzioni CNR_DT204_ 2006. Dall’esperienza
finora acquisita sul comportamento al fuoco dei calcestruzzi rinforzati con
fibre di acciaio si possono formulare le seguenti considerazioni: Basse
percentuali di fibre (sino all’1%) non alterano significativamente la
diffusività termica, che rimane dunque calcolabile sulla base dei dati
disponibili per la matrice; Il
danneggiamento provocato nel materiale da un ciclo termico spinto fino a 800
°C risulta prevalentemente correlato alla massima temperatura raggiunta nel
ciclo e produce un effetto irreversibile sulla matrice. Tale comportamento,
rilevato prevalentemente in presenza di limitate frazioni volumetriche di
fibre metalliche, suggerisce, una volta ripristinata la temperatura ambiente,
di apprezzare il degrado indotto attraverso la valutazione della resistenza
residua; Al
variare della temperatura massima di esposizione, la resistenza di prima
fessurazione risulta tendenzialmente allineata con quella della matrice. Per
temperature superiori ai 600 °C, le fibre migliorano il comportamento della
matrice; Al
variare della temperatura massima di esposizione, il modulo di elasticità dei
calcestruzzi fibrorinforzati non risulta influenzato significativamente dalla
presenza di limitate frazioni volumetriche (≤ 1%) di fibre e, pertanto,
può essere assimilato a quello della matrice; La
presenza di fibre di polipropilene risulta efficace per limitare gli effetti
di spalling distruttivo. In particolare, tali fibre sublimano
parzialmente ad una temperatura di 170 °C lasciando cavità libere nella
matrice. Una frazione volumetrica di fibre compresa tra lo 0.1% e lo 0.25% è
in grado di mitigare significativamente o di eliminare il fenomeno. Per
la verifica degli effetti dell’esposizione al fuoco, esistono diversi
procedimenti, alcuni dei quali riportati di seguito: ISO
834 – 1994: Fire-resistance tests -
Elements of building construction BS 476 – 2004: Fire tests on building materials and structures NORMATIVA Di
seguito sono riportate tutte le norme citate precedentemente. Esse riguardano
le metodologie per testare il materiale, sia sotto l’aspetto meccanico, sia per
tutti gli aspetti fisico-chimico. Sono riportate anche tutte le normative
relative ai principi di progettazione basati sulle proprietà del materiale ed
in funzione dell’assetto statico. · ACI Committee -
Report 544.1R – State-of-the-Art Report on Fiber Reinforced Concrete · ACI Committee -
Report 544.2R – Measurement of Properties of Fiber Reinforced Concrete · ACI Committee –
Report 544.4R – Design Considerations for Steel Fiber Reinforced Concrete · ASTM C39 - Standard Test
Method for Compressive Strength of Cylindrical Concrete Specimens · ASTM C157 - Standard Test
Method for Length Change of Hardened Hydraulic-cement Mortar and Concrete · ASTM C418 - Standard Test
Method for Abrasion Resistance of Concrete by Sandblasting · ASTM C496 - Standard Test
Method for Splitting Tensile Strength of Cylindrical Concrete Specimens · ASTM C512 - Standard Test
Method for Creep of Concrete in Compression · ASTM C666 - Standard Test
Method for Resistance of Concrete to Rapid Freezing and Thawing · ASTM C779 - Standard Test
Method for Abrasion Resistance of Horizontal Concrete Surfaces · ASTM C1018 - Standard Test Method for Flexural Toughness
and First-Crack Strength of Fiber Reinforced Concrete · ASTM C1116 - Standard Specification for Fiber Reinforced
Concrete and Shotcrete · ASTM C1399 – Standard Test Method for Obtaining Average Residual-Strength of Fiber
Reinforced Concrete · ASTM C1550 - Standard Test
Method for Flexural Toughness of Fiber Reinforced Concrete (Using Centrally
Loaded Round Panel) · ASTM C1579 - Standard Test
Method for Evaluating Plastic Shrinkage Cracking of Restrained Fiber
Reinforced Concrete (Using a Steel Form Insert) · CRD-C 63-80 - Test Method for
Abrasion-Erosion Resistance of Concrete (Underwater Method), U.S. Army Corps
of Engineers · AASHTO PP34-98 - Standard
Practice for Estimating the Crack Tendency of Concrete · EFNARC - European
Specification for Sprayed Concrete · EN 206-1 - Concrete - Part
1: Specification, performance, production and
conformity · EN 12390-3 - Testing hardened concrete - Compressive strength of test specimens · EN 12390-6 - Testing hardened concrete - Tensile splitting strength of test
specimens · EN 12390-8 - Testing hardened concrete - Depth of penetration of water under
pressure · EN 13581 - Products and
systems for the protection and repair of concrete structures - Test method -
Determination of loss of mass of hydrophobic impregnated
concrete after freeze-thaw salt stress · EN 13687-1 - Products and
systems for the protection and repair of concrete structures - Test methods –
Determination of thermal compatibility - Freeze-thaw
cycling with de-icing salt immersion · EN 14651 – Precast concrete
products - Test method for metallic fibre concrete - Measuring the flexural
tensile strength · CEN EN 1992-1-1 -
Eurocode 2 – Design of concrete structures - Part 1-1:general rules and rules
for buildings · CEN/TR 15177 - Testing the
freeze-thaw resistance of concrete - Internal structural damage · RILEM TC 162-TDF: Test and design
methods for steel fibre reinforced concrete – Bending test · RILEM TC 162-TDF: Test and design
methods for steel fibre reinforced concrete – s-e Design Method · RILEM CPC-18 – Measurement of
hardened concrete carbonation depth · NF P18-409 – Beton avec Fibres Metalliques. Essai de
flexion · UNE 83-510 – Determination del Indice de Tenacidad y
Resistencia a Primera Fisura · NBN B 15-238 –
Essai des bétons renforcés des fibres. Essai de Flexion sur éprouvettes
prismatiques · JCI–SF4 – Method of Tests for Flexural Strength and
Flexural Toughness of Fiber Reinforced Concrete · UNI 7087 - Calcestruzzo -
Determinazione della resistenza al degrado per cicli di gelo e disgelo · UNI 9944 - Corrosione e protezione dell'armatura
del calcestruzzo. Determinazione della profondità di carbonatazione e
del profilo di penetrazione degli ioni cloruro nel calcestruzzo · UNI 11039-1 – Calcestruzzo
rinforzato con fibre di acciaio. Part. I: Definizioni, classificazione e designazione · UNI 11039-2 – Calcestruzzo
rinforzato con fibre di acciaio. Part. II. Metodo di prova per la
determinazione della resistenza di prima fessurazione e degli indici di
duttilità · UNI U73041440 - Progettazione,
esecuzione e controllo degli elementi strutturali in calcestruzzo rinforzato
con fibre d’acciaio Norme Tecniche per le Costruzioni – Decr.
14/09/05 – G.U. 23/09/05 · CNR_DT204_2006 - Istruzioni per la Progettazione,
l’Esecuzione ed il Controllo di Strutture di Calcestruzzo Fibrorinforzato · ISO 834 – Fire resistance tests - Elements of building
construction · BS 476 - Fire tests on building materials and structures |
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